venerdì 31 maggio 2013

PIOMBO ROSSO


Ho appena letto il libro "Piombo rosso" di Giorgio Galli, voluminoso tomo che racconta "la storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi".
Fortunatamente non ho vissuto il triste periodo degli "anni di piombo" e, per questioni puramente anagrafiche,non conservo neppure un lontano ricordo della cupa e pesante atmosfera che attanagliava il nostro Paese allora. Ma col tempo mi sono documentato e, prima della lettura di questo libro, pensavo di essere sufficientemente informato.
La lettura di "Piombo rosso" mi ha invece fatto capire che ne sapevo poco e niente.
Anche se arrivare fino alla  pagina 454, l'ultima di questo libro stampato tra l'altro con un carattere mooolto piccolo (credo un Times New Roman carattere 8!!!!), non è agevole, non posso sottrarmi dal solito invito a leggerlo.
La cosa che più mi ha fatto male è stato "scoprire" che i Servizi Segreti hanno avuto un ruolo fondamentale in tutto il periodo, ed hanno sfruttato a fini politici le povere vittime dei criminali brigatisti. Che Moro si potesse salvare è ormai una verità storica, ma tante altre "verità" svelate da Galli lasciano senza parole. I Servizi conoscevano nomi, covi, perfino gli obiettivi messi in mira dai brigatisti e, per puro calcolo di convenienza, hanno lasciato fare o sono intervenuti, per condizionare l'opinione pubblica e la politica.
Il famoso "Stato nello Stato"; una manciata di servitori dello Stato INFEDELI che si sono macchiati di alto tradimento e di complicità con i terroristi, senza pagare.
Ma c'è anche tanta mafia, criminalità, massoneria, P2, servizi segreti stranieri, stragi di Stato, strategia della tensione, eminenze grigie e grandi vecchi....Una polpetta avvelenata che ancora non può essere digerita!
E con gli anni le cose non sono cambiate.
Marco Biagi e  Massimo D'Antona potevano essere salvati?
Si! Questo emerge dal libro in questione.
Ma l'intero libro restituisce un senso di smarrimento infinito. 
Condizionamenti del Governo, dei ministri, delle elezioni politiche e dell'elezione dei  Presidenti della Repubblica, leggi speciali, decreti, tutto veniva messo in conto. Intervenire per fermare un assassinio poteva valere meno del risultato "politico" dell'omicidio stesso.


A questo si è arrivati?
Ora che l'ho letto, sono pentito e vorrei dimenticare.
Perché in quelle pagine ho lasciato quel poco di sana ingenuità che ancora conservavo.
Ritiro il consiglio. Non leggetelo, fatelo per voi.


giovedì 30 maggio 2013

SENZA FIATO


L'altro giorno Zupacchiotta mi ha convinto (costretto) a riparare la corruzione corporea dovuta all'infausto maltempo in uno di quei luoghi ameni che un tempo allietavano gli antichi Romani.
Si, si, intendo le terme. 
O meglio, non proprio le terme come luogo artificiale nel quale l'uomo convoglia le energie della natura (le fonti termali appunto), ma come luogo artificiale nel quale l'uomo convoglia finte acque termali create con acqua dell'acquedotto e tanta chimica in polvere.
Vasche d'acqua additivata e riscaldata artificiosamente, per il sollazzo dell'italiota medio con la sindrome da "riposo del guerriero".


Ma non era di questo che volevo parlare.
L'esperienza in questione merita certo più di un post, ma in quest'ennesima serata umida di pioggia è troppa sbatta anche per un grafomane come me.

Concentriamoci sul cuore del post allora, e che niuno intralci il cammino.

L'acqua era inaspettatamente tiepida e i brividi di freddo mi spingevano alla ricerca degli angoli morti delle vasche, dove assecondare i tepori tenui di odorosi ristagni.
Intorno a me, a gruppetti scomposti, sparute coppie di bagnanti diradati, in maggioranza amiche con discorsi da "e cosa vuoi di più...un Lucano!" e "Sex and the city".
Sul filo pozzangheroso del bordo piscina, efficiente e spietata  la ronda del "bagnino" operoso, con la maglia inquisitoria riportante a caratteri cubitali la scontata dicitura "Staff". 
Questo "secondino" , moderno "guardia di porta", meschino lui si guadagna la pagnotta a controllare che nessun "Mastro di Chiavi" unisca i suoi fluidi corporei con la sua dolce metà nel vascone  dei bagnanti.
Ma non è neanche questo l'argomento.


Insomma, ero lì a riflettere sui massimi sistemi e sulla patatazza al forno ricoperta di panna acida e pancetta, e mi sono chiesto: ma se uno ha un malore, quanto ci mette questa "macchina" infernale ad accorgersene?
Zupacchiotta non si vedeva all'orizzonte e anzi mi aveva salutato da un pò per un non meglio precisato "percorso finlandese" a base di sbalzi termici improponibili, specie per un mediterraneo come me. 
I bagnanti erano pochi, ma dieci persone in una vasca come quella bastavano per avere almeno 2-3 coppie d'occhi in ogni angolo e poi c'era il bagnino di ronda che girava come uno squalo.
A quel punto ho realizzato e da buon sperimentatore mi sono prestato a rivestire il ruolo della cavia e del ricercatore.
Mi sono ricordato di quella vecchia e poco usata dote naturale della quale dispongo, l'apnea, e senza appariscenti ventilazioni o respirazioni anomale mi sono lasciato cadere a pelle di leone come fossi morto.
Viso nell'acqua e classica postura da annegato, ho atteso che qualcuno intervenisse.
Premetto che ai bei tempi, quando beltà splendea, senza alcuna preparazione specifica potevo vantare quasi 3 minuti di apnea (il record era 2min e 50 sec).
I secondi passavano inesorabili e né i bagnanti, né tanto meno quel pirla del bagnino venivano a sincerarsi delle mie condizioni.
Com'è finita?
Dopo due minuti e mezzo ho finito l'aria nei polmoni e sono riemerso.
Le coppie di amiche "Amaro Lucano" continuavano a farsi i fatti loro, così come il bagnino, tutto impegnato nel "controllare" due pischelli un po' troppo attaccati per quello che è definito il "comune senso del pudore".
Insomma, avessi avuto davvero un malore, sarebbero stati grancazzi.
Cosa volevo dimostrare?
Niente.
Ma ci credevo. Credevo davvero che qualcuno sarebbe venuto a "salvarmi", toccandomi la spalla, chiamandomi o chiamando il bagnino, per sincerarsi delle mie condizioni.
Niente.
L'umore mi era di colpo peggiorato e mentre pensavo a che schifo di società abbiamo creato, Zupacchiotta mi ha ridonato il sorriso.
Lei quando ero "svenuto" mi aveva notato ma, essendo al corrente dei miei "margini" senza ossigeno e, soprattutto, conoscendo il mio spirito polemico, aveva mangiato la foglia godendosi la scena.
Meno male che c'è Zupacchiotta!

La morale della favola?
In una vasca del centro benessere puoi morire nell'indifferenza ma non puoi trombare!

 Saluti


CIAO FRANCA

Un anno davvero triste questo 2013.
Franca Rame è stata una delle Stelle italiane di prima grandezza.
Da ieri la sua luce sublime illumina il cielo notturno dei nostri giorni più belli.
Ciao Franca,

martedì 28 maggio 2013

LA TESI DI BEPPE GRILLO


Ho appena letto il post col quale Grillo ha sdoganato la pesante sconfitta del M5S alle Amministrative di ieri e devo dire che sono rimasto davvero basito.
Capisco lo scazzo di trovarsi dinanzi a numeri così impietosi, dopo il boom delle politiche, ma la tesi con la quale Grillo giustifica la sconfitta è davvero paradossale.

Ma vediamo la tesi proposta dall'ex comico (ex?).


Secondo Grillo esisterebbero un'Italia A ed un'Italia B.
E fin qui niente da dire, anzi.



Il problema è scoprire che l'Italia A sarebbe composta da:
-500mila persone che vivono di politica (ok, niente da dire)

- 4milioni di persone che hanno la sicurezza di uno stipendio pubblico (e?????)
- 19 milioni di pensionati, da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna (e???????)
Invece l'Italia B sarebbe composta da:
- lavoratori autonomi;
-cassintegrati;
-precari;
-piccole e medie imprese;
-studenti;

 L'Italia A sarebbe interessata a mantenere lo status quo, tanto che, sempre secondo il comico, in questi mesi non si è sentito di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati.

Prima di tirare le conclusioni, vediamo come chiude la sua tesi:
" L'Italia A non può vivere senza il contributo fiscale dell'Italia B, ma quest'ultima sta morendo, ogni minuto un'impresa ci lascia per sempre. Vi capisco comunque, la pensione, in particolare se doppia o superiore ai 5.000 euro, è davvero importante. Lo stipendio vi fa sopravvivere, che sia pubblico o politico non ha importanza."


Non c'è che dire: un'analisi sciatta e superficiale, tra le peggiori sentite in questi anni. Non una parola sugli evasori fiscali, ma una criminalizzazione di milioni di dipendenti pubblici e di pensionati, sui quali spalmare i privilegi di pochissimi super manager pubblici o pensionati d'oro. Quello che Grillo ignora nella sua analisi, o fa finta di ignorare, è che i milioni di dipendenti pubblici/pensionati che cita, non solo pagano le tasse fino all'ultimo centesimo (a differenza di tantissimi autonomi..), ma sono alla canna del gas con stipendi/pensioni da fame. 
Egr. sig.Grillo, è vero ci sono due Italie. Una fatta di privilegi, di ricchezze inaudite, di evasione fiscale, di proprietà, di paradisi fiscali, l'altra di povertà, precariato ed ingiustizie sociali. Esclusi i pochi ma scandalosi privilegiati della PA (dirigenti super pagati, nominati guarda caso dalla politica) e i pensionati d'oro (che tra l'altro conosciamo bene....), gli altri FANNO LA FAME  (e non solo i pensionati con la minima). E se non hanno votato il M5S non è perché fanno parte dell'Italia A, ma perché non credono più (o non hanno mai creduto) alle palle raccontate dall'ennesimo pifferaio magico.

Ultime due considerazioni:
1)perché invece di "colpire" chi ha ancora il "posto fisso", non si cerca di stabilizzare i tantissimi precari? Perché il bilanciamento dello squilibrio attuale tra lavoratori tutelati e non tutelati deve vedere i primi adeguarsi ai secondi e non il viceversa?

2) e lei sig. Grillo di quale Italia fa parte? Della A o della B? Non mi pare di averle sentito dire che vuole suicidarsi. Quindi, secondo la sua tesi, dovrebbe essere anche lei un privilegiato dell'Italia A.O sbaglio? 


Non bastava dire semplicemente "abbiamo perso"?

lunedì 27 maggio 2013

BASTA POCO

Sarà che viviamo tempi cupi, sarà che a volte basta poco per risollevare una giornata marrone e puzzolente, ma anche piccole cose possono aiutare.
Prendete Zupacchiotta ad esempio.
Dopo una giornata complicata, la nostra Zupacchiotta aveva gli angoli della bocca decisamente rivolte verso il pavimento a tracciare un musino tristino, ma le è bastato una buona decina di manciata di palline gozze al gusto pizza (le più gozze della terra) per tornare a sorridere.
Alle volte basta davvero poco.
(l'immagine è solo di presentazione del prodotto, in quanto le palline gozze di Zupacchiotta non avevano il blasone della marca ma erano una sottomarca discountinfimissima)

UNO VALE NESSUNO

Chissà se la stringa elettorale ha aperto gli occhi a Beppe Grillo e al suo guru bellachiomato.
Certo la delusione deve essere tanta, ma l'incomprensibile strategia di questi mesi ha avuto i suoi effetti.
Non basta mandare affanculo tutti e raccontare barzellette dal palco, spalmando di marrone chiunque non si inchini ai voleri del faraone populista di Genova. Vedremo le contromisure che imbastiranno ora quelli del M5S (inciucini?)
Il PD ha pseudo-vinto queste amministrative, non certo per meriti dei suoi dirigenti e del governo pupazzo, ma per le persone scelte (visti i precedenti, probabilmente un colpo di culo).
I veri sconfitti però sono quelli della Lega Nord.
E ci sguazzo da morire.
Non avete idea dell'orgasmo apocalittico che mi genera la sconfitta della Lega.
Digerenti Leghisti, cercatevi un lavoro vero!

venerdì 24 maggio 2013

TIPO LA NEVE IL 24MAGGIO

Non voglio sembrare uno di quelli che parla dell'assenza delle mezze stagioni e del tempo strambo, ma questo maggio 2013 lo ricorderò per molto tempo.
Sta piovendo da più di mese ininterrottamente e in casa c'è un umido ed un freddo disarmante. Senza i radiatori la casa resta fredda e i muri bagnati accentuano l'effetto grotta.

La moto è ferma da non so più quanto tempo e anche la bici è inutilizzabile.
Le temperature raramente superano i 12-13°C e stamattina il termometro segnava 6°C.

Il cambio dell'armadio lascia i più a tremare con abitini inadatti e i più previdenti (tipo me) si ingolfano in tenute ridicole tipo maglione di lana e calze felpate (tipo nonno di Heidi)

Ma il massimo è stato oggi con l'arrivo della neve. 
Non so esattamente a che quota è caduta, ma certo a non più di 1000metri.
Se questo tempo non migliora, passeremo direttamente da questo anomalo maggio d'autunno all'afa insostenibile di luglio.

NB: naturalmente le conseguenze del clima stanno condizionando tutto e tutti e lo scazzo è a mille.
Stamattina guardavo i 1340metri di Valcava imbiancati pesantemente ed un pensiero è andato alla tappa del Giro sullo Stelvio: naturalmente annullata. Ma sul Giro d'Italia vorrei scrivere un post dedicato, per esprimere tutta la mia rabbia rispetto alla scelta di averlo anticipato in modo così stupido.

vi allego qualche foto della veduta da casa mia....fate voi.

                                                                 (la neve a Valcava oggi)


(lo spettacolo della Grigna)



LO STATISTA EVASORE O SPROVVEDUTO

Oggi finalmente sono state pubblicate le motivazioni della sentenza sul caso dei diritti Mediaset, nella quale come noto Berlusconi Silvio è stato condannato.
Naturalmente non ho resistito alla tentazione di leggere le 187 pagine del documento e, quindi, ho avuto tempo di maturare un'opinione diretta.

Inutile dire che il quadro che emerge supporta degnamente la condanna, restituendo tutta la gravità del reato commesso e, soprattutto, lasciando l'amaro in bocca. 
Pensare che questo signore sia il centro della politica italiana da quasi 20 anni è davvero insopportabile.

Nell'attesa che un qualunque esponente PD commenti, mi permetto di riportarvi di seguito alcuni passi importanti del testo(o evidenziato col rosso i passaggi a mio parere più delicati) . Ce ne sarebbero tanti altri, ma poi il rimando sarebbe troppo lungo.

"...Quanto a Berlusconi, ancorché non gli sia stata contestata la relativa aggravante, devesi anzitutto considerare il suo ruolo di direzione e di ideatore fin dai primordi del gruppo di un'attività delittuosa tesa ad una scientifica e sistematica evasione di portata eccezionale. Va poi considerata la particolare capacità a delinquere dimostrata nell'esecuzione del disegno, consistito nell'architettare un complesso meccanismo fraudolento ramificato in infiniti paradisi fiscali, con miriadi di società satelliti e conti correnti costituiti esclusivamente in funzione del disegno delittuoso. E nemmeno può trascurarsi che dalla suddetta attività è conseguita per l'imputato un'immensa disponibilità economica all'estero, in danno non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, delle altre società del settore. Tutto questo, anche coinvolgendo nell'attività criminosa quasi tutti i suoi più stretti collaboratori. Ciò, oltre a non consentire , ovviamente, la concessione delle attenuanti generiche, comporta una pena che sia giustamente proporzionata al grado criminoso dell'attività svolta. Pertanto, appare equa la pena di anni quattro di reclusione (p.b. anni tre mesi sei, aumentata come sopra ex art.81c.p.)

3-3-2-Berlusconi
Anche negli anni di interesse del presente processo, dal 1995 al 1998, lo schema delle catene dei diritti era rimasto immutato pure se le stesse si erano accorciate. Come negli anni precedenti, attraverso IMS ma anche attraverso intermediari esterni al gruppo, il costo dei diritti acquistati alla fonte subiva un cospicuo rialzo. Del tutto incomprensibile dal punto di vista societario perché era evidente che non aveva senso alcuno acquistare ad un determinato prezzo quel che si era già individuato come acquistabile, ed effettivamente acquistato, ad un prezzo molto minore. Ad agire era una ristrettissima cerchia di persone che non erano affatto collocate nella lontana periferia del gruppo ma che erano vicine, tanto da frequentarlo tutti (da Bernasconi, ad Agrama, da Cuomo a Lorenzano) personalmente, al sostanziale proprietario (rimasto certamente tale in tutti quegli anni) del medesimo, l'odierno imputato Berlusconi. 
Un imputato, un imprenditore che pertanto avrebbe dovuto essere così sprovveduto da non avvedersi del fatto che avrebbe potuto notevolmente ridurre il budget di quello che era il maggior costo per le sue aziende e che tutti questi personaggi, che a lui facevano diretto riferimento, non solo gli occultavano tale fondamentale opportunità ma che, su questo, lucravano ingenti somme, sostanzialmente a lui, oltre che a Mediaset sottraendole. Continuando, peraltro, costoro, a suo danno, una operatività che era invece propria del gruppo, fin da quando non vi era dubbio che l'imputato ne fosse al vertice anche operativo, anche giornaliero, prima del 1994. Una operatività che aveva visto, negli anni precedenti(indicando come discrimine temporale non tanto l'entrata in politica dell'imputato quanto il collocamento in Borsa di Mediaset), catene assai lunghe e costruite all'interno del comparto estero, anche quello riservato, così da, documentalmente, costituire disponibilità estere e far lievitare i costi da contrapporre ai ricavi della società italiana. Del resto, seppur comprendendo l'anno 1994, si è visto come i vantaggi siano stati cospicui arrivando, nel solo ultimo quinquennio, a costituire risparmi fiscali discendenti da un fittizio aumento di costi per oltre 360milioni di dollari. Certo le somme in gioco in questo processo sono ben minori ma ciò dipende dal fatto che qui si tratta degli ultimi esiti di tale complessiva, ingente, evasione, relativi agli ultimi anni delle quote di ammortamento di tali costi. Ciò detto si deve inoltre aggiungere che, almeno fino al 1998,e,quindi, fino a quando ai vertici della gestione dell'acquisto dei diritti vi era stato Bernasconi (e non gli uffici ad esso preposti e neppure gli organi societari a ciò deputati, come aveva precisato l'amministratore Tatò che, pur chiamato a contenere i costi, era stato escluso dalla maggior partita di tale voce) vi erano state anche le riunioni per decidere le strategie del gruppo, riunioni con il proprietario del gruppo, con Berlusconi. Ed era assolutamente ovvio che la gestione dei diritti, il principale costo sostenuto dal gruppo, fosse una questione strategica e quindi fosse di interesse della proprietà, di una proprietà che, appunto, rimaneva interessata e coinvolta nelle scelte gestionali, pur abbandonando l'operatività giornaliera.Non possono incidere sul giudizio formulato i diversi arresti a cui erano pervenuti i Gup di Milano e Roma (con sentenze confermate dalla Cassazione) che attengono a diversi periodi di tempo e a distinti quadri probatori. Perché attengono agli anni in cui a IMS era stata sostituita Mediatrade ed alla operatività condotta con tale diversa società. Sostanzialmente da chi aveva ritenuto di dare una svolta, anche di "trasparenza", al precedente modo di agire. Resta pertanto confermata la penale responsabilità dell'imputato (e la sola prescrizione per l'annualità 2001)

Sul trattamento sanzionatorio
La pena stabilita in prime cure è del tutto proporzionata alla gravità materiale dell'addebito ed alla intensità del dolo dimostrato. Si tratta di una operazione illecita organizzata e portata a termine costituendo società e conti esteri a ciò dedicati, un sistema portato avanti per molti anni. Parallelo alla ordinaria gestione delle società del gruppo. Sfruttando complicità interne(ed esterne) ad esso. Proseguito nonostante i ruoli pubblici assunti. E condotto in posizione di assoluto vertice.A fronte di ciò, ed in relazione alla oggettiva gravità del reato, è ben chiara l'impossibilità di concedere le attenuanti generiche (la sola incensuratezza, e tanto più l'età anagrafica, sono del tutto recessive ad un simile quadro); la particolare intensità del dolo impone altresì di commisurare la pena in misura adeguate, che oltretutto neppure si è avvicinata al massimo edittale. 
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Spero abbiate letto. In ogni caso, vi riporto di seguito una brevissima sintesi di quanto descritto nelle motivazioni.

Volendo sintetizzare l'attività criminosa contestata e descritta nelle motivazioni si ha:
1) prima della famosa "discesa in campo", Berlusconi era il dominus di Mediaset e quindi indirizzava o, comunque, era al corrente delle scelte strategiche operate dal suo gruppo. 
2) Mediaset non comprava direttamente i diritti cinematografici dalle Majors americane, ma da società intermediarie costituite in paradisi fiscali e senza alcuna struttura commerciale ed operativa.
3) le società intermediarie "compravano" i diritti dalla Majors ad un prezzo decisamente più basso (anche la metà) rispetto a quello al quale li "rivendevano" a Mediaset.
4) visto che queste società erano del tutto fittizie e facenti capo direttamente al gruppo Berlusconi, il passaggio di denaro era di fatto anch'esso fittizio e costituiva una spesa artefatta che aveva lo scopo di spostare all'estero importanti capitali. 
5) insomma nei bilanci Mediaset queste erano naturalmente spese, ancorchè  non sostenute effettivamente.
6) il tutto in danno dell'Erario, della stessa Mediaset e delle società concorrenti.
7) dopo il 1994 Berlusconi si è pubblicamente defilato dalla gestione,  lasciando ai suoi dirigenti più fidati il compito di proseguire nel meccanismo;
8) per i giudici Berlusconi ha continuato ad interessarsi direttamente della questione, anche dopo il 1994 e anche dopo aver assunto importanti incarichi pubblici.
9) l'evasione contestata nel processo è solo una briciola rispetto a quella stimata dal processo.
10) il "non poteva non sapere" è debitamente circostanziato. Secondo i giudici il fatto che Berlusconi fosse all'oscuro di tutto equivale a consideralo uno sprovveduto totale.

Insomma, la questione che vi pongo cari non-amici berluschini è la seguente:
preferite considerare il vostro statista un evasore fiscale o uno sprovveduto che si faceva raggirare dai suoi dirigenti come un bambino al quale è sottratta la merenda sotto gli occhi?

MA QUANDO VI STANCHERETE DI DIFENDERE L'INDIFENDIBILE?

mercoledì 22 maggio 2013

CHE PENA ....PENATI

La settimana scorsa, intercettato da un giornalista, aveva lasciato intendere che avrebbe rinunciato alla prescrizione.
Oggi non si è presentato in aula e i giudici hanno acclarato la prescrizione del reato.
Restano in piedi altri casini processuali per l'ex dirigente PD, ma la figuraccia che ha fatto oggi resterà agli atti.
Mammaliturchi!

DON GALLO

Purtroppo è morto Don Gallo.
Uno dei pochi preti illuminati rimasti in Italia.
Dubito che in Vaticano si versino lacrime, anzi.
Se il paradiso esiste, è lì che è andato.

LO SMARTPHONE: IL DEMONIO CON I LED INIETTATI DI SANGUE

Solleticato dall'idea di godere delle app per il ciclismo, da qualche tempo sto valutando l'ipotesi di cedere al demone dello smartphone.Non ho lo smartphone?
Si, sono un "matusa" che gira ancora con un cellulare dell'anteguerra che, a parte telefonare, ha l'invio degli sms quale optional. No MMS (si usano ancora?), men che meno internet.
Ma i dubbi sono tanti e non faccio che vedere i contro di questa "evoluzione" tecnologica personale.
Osservo da tempo chi è dotato di smartphone e non faccio che individuare comportamenti sub-umani allo stato puro.
Qualche esempio?
Dai....ci proviamo


1) quando stacchi?
Nell'era dei telefoni fissi e a gettoni, il lavoratore era supino nelle sue 8 ore canoniche ma, quando staccava staccava. Certo, si poteva provare chiamandolo a casa, ma la facoltà di non rispondere era sempre garantita. Poi fu l'era dei pc e dei telefonini e le cose si fecero più complicate.
Certo, il sabato il telefonino lo potevi staccare, e la tentazione di vedere se c'era qualche email di lavoro poteva essere  sopita, ma skype già incombeva, così come Facebook.
Ora con gli smartphone sono uccelli per diabetici. Tutti sanno dove sei,, sempre e comunque. E non dire che bla bla bla ..lo sanno solo quelli che vuoi tu che sono tutte palle. Ogni attività ti viene notificata dal telefonino che, bastardo dentro e fuori, ti avvisa pure. Ogni stramaledetto secondo della tua vita è interrotto da una qualche notifica: che sia l'emaill di lavoro, l'amico che ha piazzato la foto di sailcazzo su FB, il ciccione russo che vuole sfidarti a qualche gioco virale (vedi ruzzle) o, semplicemente, la tua curiosità che ti obbliga a controllare se qualcuno ti ha cercato "virtualmente", non stacchi mai.
Stai sempre con quel coso in mano, manco fossi un quindicenne brufoloso che rischia la cecità.


2) tanto c'è google


perché sforzarsi di cercare nella propria memoria anche l'informazione più scema quando c'è google sempre pronto a rispondere per te? Che sia chi l'autore di quella Commedia...Divina, di quel quadro con le piante che escono dal naso della tipa emaciata o semplicemente il risultato di 2x2, le dita volano sul touch screen e il gioco è fatto. Si chiama cultura differita.


3) imposto il navigatore


prima il navigatore (l'ex TomTom) apparteneva alla sfera auto. Restava in macchina o, comunque, il suo uso era esclusivamente legato ai viaggi a 4 ruote (ogni tanto anche in moto, ma guardando con un occhio il gatto e con l'altro la frittura).

Ora con lo splendido smartphone il tuo navigatore è sempre con te. Lo puoi usare anche per andare a piedi dal sagrato della chiesa all'altare maggiore. Lo puoi usare anche nel corridoio per andare al cesso di casa tua.
E infatti lo usi fin sopra la tazza e per questo bagni il sedile (a stronzo"!)



4) tra 23 minuti piove


Prima il tempo era una partita a scacchi tra te e le nuvole. Istinto, esperienza, detti popolari, dolorini vari, tutto faceva brodo per capire se prendere l'ombrello o la crema solare.
La sera guardavi il TG e ti confrontavi con la grafica dell'Aeronautica Militare e con quella nuvolazza che copriva  un 'area grande quanto mezza Emilia e tre quarti di Lombardia. Giochi di millimetri e riuscivi a caratterizzare la tua zona a colpi di "ma si dai...se a Vicenza piove e a Genova c'è il sole, qui domani sarà nuvoloso" E se sbagliavi poco male. Era solo colpa tua e quindi non ti accanivi.
Ora no. Ora hai il tuo telefonino delle meraviglie e con un click sei già su ilmeteo.it. E non ti accontenti di impostare la località sperduta del tuo paesino minuscolo, no no. Verifichi ora per ora, minuto per minuto e analizzi le previsioni di giorni e giorni. Tutto per poi scoprire che i siti ti cambiano le previsioni sotto il culo (il famoso tempo reale). C'è gente che nonostante gli "scivoloni meteorologici" programma intere settimane guardando lo smartphone!!!!



5) amici vicini e lontani

Prima a cena con gli amici eravate solo tu e i tuoi amici. Ora no, ora ci sono altrettanti smartphone e, quindi, anche tutti gli anonimi pseudo_amici virtuali che chattano, ruzzano, Facebokkano, ecc, ecc, ecc...
Che io dico ma perché dobbiamo uscire insieme se poi ognuno si fa i mazzi suoi isolandosi tutta sera col suo giocattolo? E soprattutto, ma perché ci si deve vedere se preferisci chattare con sconosciuti dall'altra parte del pianeta piuttosto che raccontarmi come ti butta?
E che cacchio!

6) oddio m'è rimasta una tacca

Fino alle 19 si è pimpanti, briosi. Chi più chi meno, intendiamoci.
Poi lo smartphone inizia a pigolare. Ahi ahi...si sta scaricando. E tu non sei a casa. Ahhhhhhhh
e il carica batterie? E se l'hai dimenticato? E se te lo sei ricordato ma non hai una presa a disposizione? Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Ansia, ansia atroce. Tutto diviene secondario. Il tuo mondo virtuale, l'unico che conta, ti sta per mollare per colpa di una cacchio di batteria al litio. Ecco che cerchi ogni soluzione alternativa. Come astronauti  dell'Apollo 13, si spengono tutte le applicazioni inutili e si cerca di resistere. I più malati vanno in macchina a "caricare", perché metti che ti arriva una notifica che non puoi cannare?
Ho detto i più malati? Quasi tutti vanno in macchina a ricaricare, isolandosi come degli psicopatici sotto psicofarmaci scaduti.

7) ma sti cazzi, non c'è campooooooooooooo

Bella gita in montagna? Mmmm e se non c'è campo? ahhhhhhhhhhhh
Quanti zombie vi capita di incontrare nei posti più strani?
Tanti...di solito li trovi asserragliati in "oasi di segnale", braccio alzato e smartphone a salutare il sole. Una tacca, dai, mi serve solo una tacca. Panorama, montagne, natura? Niente, intorno non c'è niente. S i pensa solo a trovare un'oasi stabile per il segnale dello smartphone. Manco ti dovesse chiamare il Papa.

Potrei andare avanti all'infinito, ma mi sono già stressato.

Che dite, lo compro lo smartphone?
Io direi di no.

La verità è che lo smartphone è un demonio con i led iniettati di sangue: il tuo!



martedì 21 maggio 2013

FATTI UNA VITA TUA

C'è uno strano affaticamento celebrale che colpisce spesso gli esseri umani.
L'evoluzione della specie indirizza, veicola strategie di successo, selezionate in base a pure e semplici osservazioni statistiche. Racconti tramandati prima oralmente, poi con gli scritti, non sono altro che il manuale operativo scritto dall'Homo Sapiens nel corso della sua breve ma intensa avventura sul pianeta.
I concetti chiave della sopravvivenza hanno selezionato storicamente i migliori, profilando le loro attitudini e modificando biologia e dotazioni celebro-strutturali.
Tutto ha favorito lo sviluppo prioritario dei nostri geni, permettendoci di passare dalle grotte alle metropoli in un tempo che, se confrontato con quello di Gaia, non è altro che un battito d'ali.
Riflessioni astruse macinano nella mia testa a mille all'ora, il tutto per cercare una vana quanto sconsiderata giustificazione a taluni comportamenti umani, annidati nelle "code" della distribuzione che meglio interpreta il nostro evolverci.
Perché la mia vicina è una pettegola inaudita?
Cosa aggiunge al concetto di "raccoglitore-cacciatore" che da migliaia di anni regola il nostro incedere?
Se l'evoluzione fosse davvero condizionata dalla catalogazione delle esperienze altrui, quella stramaledetta pettegola avrebbe almeno due cervelli e un intelletto inverosimile.
E invece è solo una stronza pettegola, stupida come solo una pettegola mannara sa essere.
Stronza!
Niente, così.
Tanto per dire e per sfogare le mie paturnie.
Mi scuserete, ma che alternative ho?

NB: per il secondo anno consecutivo, la pettegola di cui sopra mi ha seminato l'erba gatta nell'orto.
La cattiveria ha un limite?
Pettegola e pure stronza.

lunedì 20 maggio 2013

L'ASSEDIO

La fortezza della civiltà è sotto attacco.
I nemici sono pochi in numero ma dotati di armi quasi invincibili.
Ma i muri della fortezza sono troppo robusti anche per loro. Sono stati costruiti con centinaia d'anni di sacrifici da chi ci ha preceduto ed ha combattuto affinché il mondo fosse un posto migliore.
Per prendere un castello però non c'è solo la via delle bombarde o dei trabucchi.
C'è l'assedio.
Subdolo, viscido ed osceno come chi lo ordisce.
Si tagliano i viveri, si chiude ogni via di comunicazione, si avvelenano i pozzi, si lanciano appestati al di là dei muraglioni.
Si attende.
Se la civiltà non reagirà quanto prima, tra non molto dovrà semplicemente arrendersi.
Bandiera bianca a sventolare.
Si apriranno le porte e i lupi sbraneranno le pecorelle smarrite.

Se solo il popolo avesse consapevolezza della propria forza.....
Reagisci popolo schiavo!
Liberati !


ZUPACCHIOTTA E LA GUIDA SICURA SECONDA PARTE

Nel video la seconda parte della performance di Zupacchiotta al volante.
NB: la prova consiste nel frenare ed evitare l'ostacolo rappresentato dal muro d'acqua che si alza all'improvviso dalla pavimentazione.
Vediamo come se l'è cavata la nostra pilota preferita...

video

mmm....diciamo che se al posto del muro d'acqua ci fosse stato un pedone.....avrebbe dovuto fare un bel salto per evitare il muso dell'auto di Zupacchiotta!!!!

L'EBETINO DI FIRENZE COLPISCE ANCORA

Invece di ignorarlo, i media continuano a dare risalto ad ogni colpo di tosse dell'ebetino di Firenze.
Ma se l'intento di Mediaset e dei giornali del biscione è chiaro, sparpagliare le poche macerie rimaste nel PD, si ignorano i motivi di tanta attenzione da parte proprio degli zombie piddini.
Ogni cazzata che dice quell'ebete diviene magicamente l'argomento del giorno in casa PD.
Che abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo?
Ebetino, la vera cambiale pagata a Berlusconi sei tu!

giovedì 16 maggio 2013

ZUPACCHIOTTA E LA GUIDA SICURA-PRIMA PARTE


Nel video potete vedere Zupacchiotta alle prese con il corso di guida sicura.

video


PINTURA NEGRA

Il Goya .......

PAPITO VS AGATHA CHRISTIE:TERZO ROUND

Inutile girarci intorno.
Dopo la bruciante sconfitta del secondo round, anche nel terzo sono andato al tappeto.
Questa volta Agatha mi ha dato la paga con il suo giallo "Un cavallo per la strega".
Niente da fare.
Papito 1 - Agatha 2
Intanto ho già iniziato il libro del IV round. Speriamo bene!


UGOLINO

Macabra ed affascinante, la leggenda del conte Ugolino resta nella memoria impressa, cristallizzata dai potenti e sublimi versi del sommo Dante...

"Poscia che fummo al quarto dì venuti
Gaddo mi si gettò disteso a' piedi,
e disse:<< Padre mio, ché non 'aiuti?>>
Quivi morì; e come tu mi vedi,
vid'io cascar li tre ad uno ad uno
tra il quinto dì e 'l sesto; ond'io mi diedi,
già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti
Poscia, più che il dolor, potè il digiuno"
Quand'ebbe detto ciò, con li occhi torti
riprese 'l teschio misero co' denti,
che furo a l'osso, come d'un can, forti....


DDL INTERCETTAZIONI

Alla faccia del "facciamo il bene del paese", ecco che il PDL oggi ci ha piazzato giù per l'ennesima volta un ddl intercettazioni copia conforme del vecchio "bavaglio Alfano".
Come sempre e per sempre, gli interessi del padrone sono la stella polare che guida questo movimento politico.
E il PD?
Non pervenuto.
Ormai lo schifo è talmente tanto da aver superato la dose accettabile.
Sono 20 anni che questo paese vive e respira solo ed unicamente nell'interesse del caimano.
Processi, interessi, aziende, amanti, soldi, tangenti, poltrone, tutto il peggio del campionario ci viene mostrato giorno per giorno, così come faceva l'inquisitore medievale con gli "eretici"; non un supplizio immediato, no, no. Prima al condannato devono essere mostrate lentamente e con cura le affilatissime armi che saranno usate di lì a poco per il supplizio.
Ecco, sono 20 anni che dura quel "di lì a poco".
Ora anche basta!

E il salvacondotto?
Sembra il famoso "lasciapassare" di Fracchia,creato per non confonderlo con la "Belva umana".
Con la differenza che, nella nostra rivisitazione, il Cainano è la "Belva", e il suo lasciapassare è confezionato da una miriade di Fracchia (diciamo 60milioni di italiani, minchione più, minchione meno).
E allora tutti in coro: com'è umano lei!

martedì 14 maggio 2013

ORRENDO ENIGMA

Guardo i 20 anni di berlusconismo e fatico a trovare una spiegazione.
Com'è stato possibile?
Basta il potere persuasivo delle sue TV a spiegare il suo incredibile percorso politico?
Basta la complicità dei dirigenti PD a spiegare tutto questo?
Non lo so.
Quello che è certo è che i posteri avranno tanto materiale da studiare e forse riusciranno a risolvere questo orrendo enigma.
Il berlusconismo è stato la causa della degenerazione del popolo italiano o ne è stato solo una conseguenza?




lunedì 13 maggio 2013

L'ARROGANZA

Il seguente tweet del "nostro eroe" illustra degnamente il concetto di arroganza:

"Le figlie di Tortora, la compagna di Tortora, Marco Pannella, hanno perso una buona occasione per stare zitti e non fare brutta figura. Io non mi sono affatto paragonato a Tortora, ho solo ricordato, con commozione e con rispetto, un suo pensiero che può ben essere il pensiero di tutti coloro che stanno per essere sottoposti al giudizio di un giudice"
Silvio Berlusconi.

Ora, a prescindere da come la si pensi, scrivere "hanno perso una buona occasione per stare zitti", riferendosi alle figlie di Enzo Tortora, è o non è un slancio di arroganza insostenibile?

PROCESSO RUBY

Oggi la Boccassini ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione per Berlusconi Silvio, più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
In attesa della sentenza, mi rivolgo a tutti quelli che l'hanno votato e continuano a sostenerlo: signori miei, potete fare ciò che volete, ma non convincermi che, in coscienza, crediate davvero alla versione di Berlusconi.
Vedremo cosa dirà la sentenza, ma se nonostante la montagna di prove alla fine non lo condanneranno, sarà uno scandalo planetario alla "OJ Simpson" per intenderci.


domenica 12 maggio 2013

IL MATTO DI LEGAL


Tutte le volte che penso al matto di Legal, mi vengono i brividi.
E a voi?

Tratto da wikipedia 

Scacchisti, udite! Un'immortal tenzone
In brevi tratti il verso mio dipinge;
Inoltra il Re dei Bianchi il suo pedone, 1. e4,
Quel del Re Nero contro a lui si stringe. 1. ... e5;
L'assalta un Cavalier; ma gli si oppone 2. Cf3,
Quel della Donna e i colpi suoi respinge. 2. ... Cc6;
Alla quarta d'Alfier l'Alfier si pone, 3. Ac4,
La Donna il suo pedon d'un passo spinge. 3. ... d6;
L'altro Cavallo accorre. Al primo è sopra 4. Cc3,
l'Alfiere e il preme. Egli il pedone uccide, 4. ... Ag4; 5. C:e5,
Benché al nemico acciar la Donna scopra.
Ed essa muor, ma non indarno. In fallo 5. ... A:d1;
Cadde il duce dei Neri: ei non previde
Scacco d'Alfiere e matto di Cavallo. 6. A:f7+, Re7 7. Cd5#



BERLUSCONI E LA TEORIA DEL BLOCCASTERZO

Il grande Fulvio Abbate ci dà un'altra illuminante interpretazione dell'anomalia italiana.

http://www.youtube.com/watch?v=iQgfLD-5uCw


LA FABBRICA DELLA VERITA'

Chi ha letto il capolavoro di George Orwell, 1984, non faticherà a trovare delle analogie con la TV del biscione.
Domani a Milano è attesa la conclusione dell'arringa della Boccassini al processo "Ruby" e nel dubbio, questa sera l'ammiraglia delle reti Mediaset manderà in prima serata un "docu-film" proprio su questa vicenda.
Le TV del padrone hanno già fabbricato la verità, ad uso e consumo degli spettatori.
Perché la verità in Italia non si basa sui fatti, ma sulle opinioni e sui voleri del padrone.
Per questo stasera andrà in onda una farsa ridicola e tutti applaudiranno.
Perché la verità non esiste finché il Caimano non decide di confezionarla e diffonderla a mezzo TV.
A questo siamo ormai.
Altro che repubblica delle banane. Stiamo scadendo in un paese dittatoriale tipo Iran o Corea del Nord.

SALVINI MATTEO DA MILANO

La Lega travolta dagli scandali e massacrata dalle guerre intestine cerca di far parlare di altro, oltre che dei diamanti della Tanzania, delle lauree albanesi e degli yacht pagati con i soldi dei cittadini.
Ieri, dopo il caso del pazzo col piccone, Salvini Matteo ha pensato bene di attaccare la ministra Kyenge con la frase che riporto testualmente:

"I clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate: Cecile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere”. “Questo è un caso drammatico, il gesto di un folle. Ma non va trascurato il fatto che sia stato commesso da un clandestino che non avrebbe dovuto essere qua, avrebbe dovuto essere espulso. Altro che abolizione del reato di clandestinità ...ci sono già migliaia di gazebo pronti: seppelliremo il ministro Kyenge con migliaia di firme”.

Queste parole sono un miscuglio inaccettabile di razzismo, stupidità, bassa propaganda, strumentalizzazione e mancanza di rispetto per la civiltà degli uomini.
Lo analizziamo?
Il comunicato parte subito con una generalizzazione fetida: i clandestini, quindi tutti, ammazzano a picconate.
Ma la frase, già schifosa, è peggiorata da due altri concetti: quel "il ministro di colore" e il "vuole".
Quindi, tutti i clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate.
Ricapitolando: tutti i clandestini sono degli assassini e il ministro, per il quale non serve citarne il nome ma basta il colore, vuole regolarizzarli nonostante siano dei criminali.
Ma proseguiamo.
"Cecile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere"
Finalmente compare il nome del ministro, ma c'è anche un'accusa grave. Un'accusa che parte in forma dubitativa con quel "rischia di", per poi sfociare in un "istiga a delinquere". Ma qual è il nesso tra l'affermare che la clandestinità non sia un reato e l'istigazione a delinquere? E soprattutto, perché ci dovrebbe essere un collegamento tra l'affermazione della Kyenge e la violenza di ieri a Milano?
Ma proseguiamo.
"Questo è un caso drammatico, il gesto di un folle. Ma non va trascurato il fatto che sia stato commesso da un clandestino che non avrebbe dovuto essere qua, avrebbe dovuto essere espulso"

Finalmente Salvini Matteo si rende conto che sta strumentalizzando il caso di un folle, ma poi si pente subito. E perché trascurare il fatto che la Lega è stata al governo per non so quanti anni e che Maroni governa la Lombardia? Perché la colpa è sempre degli altri? Perché la responsabilità dovrebbe essere dell'on. Kyenge?

Ma Continuiamo.
"Altro che abolizione del reato di clandestinità ...ci sono già migliaia di gazebo pronti: seppelliremo il ministro Kyenge con migliaia di firme"
Ecco finalmente che arriva il senso del commento: ci sono già migliaia di gazebo pronti....
A parte l'uso di quell'osceno "seppelliremo il ministro kyenge con migliaia di firme", ho idea che i gazebo saranno più dei militanti e, soprattutto, dei voti della lega.
Salvini Matteo rassegnati!
La lega è morta.
Soffiare sul razzismo non basta più.
Ormai siete rimasti quattro gatti (neri).

NB: ormai è chiaro che per qualunque reato commesso in Italia da un uomo di colore, africano o meno, la lega chiederà conto alla ministra Kyenge. Perché?
Solo qualche giorno fa, il governatore del Veneto Zaia, ha chiesto alla ministra "almeno" di visitare una vittima di una violenza sessuale commessa da un africano. Perché? Perché anche la ministra viene dall'Africa o per il colore della pelle? E poi perché quell'almeno? Quale responsabilità dovrebbe avere la Kyenge in questa violenza?
Signori leghisti ma perché non vi vergognate?
I reati penali sono e restano personali. Come si fa a caricare il reato commesso da un singolo sull'Africa intera e, più in generale, su tutti gli esseri umani che hanno un colore della pelle simile?
Questo è razzismo signori leghisti!!!!
Solo con il razzismo si possono spiegare queste accuse verso l'on.Kyenge.

E' troppo chiedere le dimissioni di Salvini Matteo e di Zaia Luca?
DIMETTETEVI!

E SOPRATTUTTO, SMETTETE DI PARLARE A NOME DI MILANO, DELLA LOMBARDIA E DEL VENETO. 
AVETE IL 3% DEL CONSENSO ELETTORALE. NON RAPPRESENTATE IL NORD ITALIA.
ANZI, IL NORD ITALIA VI SCHIFA!

VERGOGNA!
VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!

(nel disegno, l'ultimo cervello in basso a destra indovinate di chi è)

BERLUSCONI SILVIO ED ENZO TORTORA


Ieri dal palco di Brescia Berlusconi Silvio, già condannato in appello per frode fiscale, oltre a regalarci uno dei suoi comizi peggiori di sempre, si è anche lanciato in un paragone quanto meno singolare con Enzo Tortora.
A suo dire, il suo caso giudiziario sarebbe appunto come quello di Enzo Tortora.
Fortunatamente, le due figlie di Tortora hanno chiaramente preso le distanze da questo paragone, chiedendo che non si strumentalizzi in questo modo la triste vicenda del padre.
Già il solo confrontare i due casi mi disturba, ma bastano davvero pochi punti per confutare quella che è solo l'ultima gaffe dello "statista" di Arcore.
Tortora si è difeso nel processo e non dal processo.
Tortora, pur avendo l'immunità parlamentare, ha scelto di andare in carcere.
Basterebbero queste due puntualizzazioni per cristallizzare la differenza tra i due casi.
Ma ci sono molte altre differenze. Enzo Tortora è stato un esempio di lealtà verso lo Stato, un uomo serio, professionale, onesto, autorevole, amato da tutti.
Vogliamo parlare invece del condannato in appello per frode fiscale Berlusconi Silvio?
Vogliamo parlare dei tanti processi nei quali è imputato per reati gravi quali ad esempio concussione, e prostituzione minorile?
Vogliamo parlare della sua carriera processuale?
Vogliamo parlare di tutto quanto ha mostrato in questi 20 anni di attività politica?

Speriamo che con le dichiarazioni delle figlie di Tortora questo osceno paragone venga riposto nell'armadio sconfinato della propaganda berlusconiana, e che i peones berluschini siano prontamente riprogrammati azzerando il "protocollo Tortora" prima di mostrare il loro brutto muso in TV.

sabato 11 maggio 2013

TRITA_THLON

Ma che bel sabato mattina di sport....
Proprio una giornata me(no)m(at)orabile!
Stamattina sono uscito in bici per una bella tappa impegnativa, tentando la sempre verde scalata di Valcava.
Peccato che la tappa di settimana scorsa aveva lasciato uno strascico di dolori nella zona... "ove non batte il sol". Pensavo di aver recuperato e invece, dopo aver fatto una buona parte della salita, il dolore è diventato troppo intenso ed ho invertito il senso di marcia.
Frustrato sono tornato a casa, ma non ho mollato. Un rapido cambio di pantaloncini e scarpe e via, a fare il maratoneta.
Già, la corsa. Brutta bestia la corsa.
L'anno scorso avevo mollato, a causa di un dolore fisso alla testa del femore sinistro, proprio all'altezza dell'anca. Avrò corso 4-5km e il dolore è tornato.
Ho nuovamente invertito il senso di marcia, tornando a casa in modalità "camminata pensionato", questa volta con tristezza senza appello.
Bilancio? Un'ora e un quarto di bici e ..boh..mezzora di corsa e un'altra ora di camminata....
Ora l'umore è sotto i piedi e solo gli scacchi possono fare qualcosa.
Altro che triathlon....con tutti gli acciacchi che ho è più un trita_thlon!
Niente foto perché ero scazzato.
Ma non mollo!
alla prossima


BEPPE GRILLO CONTINUA LA CORSA

Ad ampie falcate, rapido come solo un campione sa essere, Beppe Grillo continua la sua corsa verso la "pazzia politica". Tempo fa riflettevo sulle analogie tra il comico genovese e il rivoluzionario napoletano Masaniello, immaginando una fine politica comune. La leggenda di Masaniello è nota, anche se restano oscuri i veri motivi del suo precipitare nella pazzia (stress, genetica, avvelenamento,..), ma l'ingresso nel palazzo del potere l'ha condannato. Il popolo, il suo popolo, quello che dal banchetto del pesce lo aveva innalzato fino a "re" di Napoli, alla fine ne ha decretato la fine, giocando a palla con la sua testa in piazza Mercato.
Aggiornando la leggenda ai giorni nostri, a meno naturalmente della parte cruenta (per fortuna viviamo tempi migliori rispetto al 1650), si notano molti punti di contatto.
Beppe Grillo farà la fine politica di Masaniello o, in alternativa, si siederà a banchettare coi potenti in pieno stile Genoino.
Il Capitano Generale del fedelissimo popolo dei grillini, dal suo pulpito urla già il suo "tu ti ricordi, popolo mio, come eri ridotto?
Manca solo che si vesta d'argento....
Fermati Beppe. Sei ancora in tempo.
Basta pazzie.
Ricorda la fine che ha fatto Masaniello.....Torna a ragionare!
NB: l'ultima cazzata di Grillo in ordine temporale è la crociata contro  lo Ius Soli.....queste campagne lasciale alla vergognosa Destra!
Il diritto di cittadinanza per nascita è un diritto di civiltà!


LA BEFANA DEL PD


Guglielmo Epifani si presta a fungere da traghettatore del PD fino al congresso, togliendo così le castagne dal fuoco a gente come Renzi che, pur facendo gli interessi di Berlusconi, ha già in tasca la futura guida del partito.
Fossi stato al posto di Epifani, avrei rifiutato.
Hanno distrutto il partito, ed ora hanno bisogno di un "martire" che li porti fino alle elezioni?
Perché non pescano nella loro opulente dirigenza?
Perché non si sono prestati i vari Veltroni, D'Alema, Finocchiaro, Renzi ?

Il PD è morto da tempo e, quando il caimano deciderà che è arrivato il momento delle elezioni, Letta e compagnia vedranno che risultato li aspetta. Per me la percentuale dei voti PD sarà ad una sola cifra.

E se lo meritano, perché fanno schifo!
Si avvererà quella profezia secondo la quale Renzi avrà rottamato il partito invece dei dirigenti (che sono e saranno ancora lì) 

HORROR VACUI


Fatico a trovare parole per descrivere il decadimento etico, morale, civile e sociale del nostro paese, ed ammetto la mia totale inadeguatezza in questo mondo fuori dal mondo.
Il modello di sviluppo orripilante pensato dai capitalisti e veicolato dal potere persuasivo dei media, alla fine ha imbruttito il popolo in modo inesorabile. Concetti chiave del progresso democratico quali la collettività e il benessere diffuso sono stati relegati ad utopie inarrivabili, grazie alle spinte individualiste derivanti dal riflesso condizionato indotto dalla persuasione televisiva del padrone. L'egoismo è innalzato a simbolo di successo, sorretto da pilastri marci quali la sopraffazione, il razzismo, la furbizia, l'indifferenza e l'arroganza.
Schiavi di bisogni superflui, viviamo vite affannate e stressate, sempre attanagliati da quel senso di insoddisfazione misto a tristezza che sfocia spesso in depressione o isterismo.
Siamo ciò che meritiamo d'essere.
Per questo non ci si deve meravigliare del livello della nostra classe politica.
Da accanito osservatore del sentire comune, da avido ascoltatore dell'uomo della strada,  confesso di aver perso le speranze.
Il nostro paese non uscirà da questo medioevo sociale.
I muri portanti della società, la famiglia e la scuola, sono crollati sotto il peso della frana  etica e morale provocata con scientifica ed ignobile genialità dal potere dei pochissimi "speculatori sociali": i padroni!
Generazioni di giovani, figli di famiglie sfasciate dall'insoddisfazione del vivere, crescono rincoglionite davanti alla TV, ignorando la scuola, perché alla fine il concetto de "il pezzo di carta nella vita non serve" è passato.
Il gioco è fatto.
I padroni sguazzano nell'oro, affamando il popolo ignorante. I padroni comprano per quattro spiccioli il patrimonio dello Stato, pagato col sacrificio dei nostri padri. I padroni precarizzano, schiavizzano, evadono, lucrano, speculano, soddisfano i loro più bassi istinti, mentre il popolo dorme il sonno dei vinti.
I padroni puntano all'ignoranza del popolo e per questo hanno determinato una perdita di valore assoluto dei titoli di studio, l'impoverimento della scuola pubblica e l'aumento del costo di vita e d'istruzione. Questo per tenere i giovani quanto più lontani dai libri. Del resto si sa che un popolo ignorante è più facile da governare.
All'orizzonte nubi cariche di tempesta.
Ma le lacrime del popolo non saranno nascoste nella pioggia: sono lacrime rosse, di sangue.
Il sangue di un popolo vinto dal male.
Povera Italia!
 

giovedì 9 maggio 2013

ESPLOSIONI DI NATURA

Colore, stupore,specchio della natura....
Ieri da casa mia...









mercoledì 8 maggio 2013

LA CONDANNA DI BERLUSCONI

Confermata la condanna in appello per frode fiscale per Silvio Berlusconi (sentenza Mediaset).
In attesa della sentenza di primo grado del "processo Ruby" e del terzo grado del processo di oggi, non nascondo il MIO GODIMENTO MASSIMO.
Se in Cassazione la pena all'interdizione per 5 anni dai Pubblici Uffici sarà confermata, poco male non_caro_Silvio: che sono 5 anni? Hai tutta la vita d'avanti!!!!!
ah ah ah ah ah ah ah
Berluschini state a rosicare????
ah ah ah ah ah

martedì 7 maggio 2013

IL QUADRATO MAGICO DI GIUSEPPE


Tronfio d'orgoglio, mostro al mondo il quadrato magico vergato dalla mano del mio nipotino Giuseppe.
Sarò di parte, ma vi assicuro che quando gli ho accennato uno dei metodi di costruzione, sono rimasto letteralmente sbalordito dalla rapidità con la quale ha colto il senso di ciò che farfugliavo.

E lo stesso vale per le mnemotecniche, le conversioni fonetiche, gli scacchi, la matematica, la musica.

La speranza di un futuro migliore per questa povera Italia mi viene guardando ai giovanissimi cittadini italiani che, per fortuna, sono di gran lunga più meritevoli di chi li ha preceduti.
Gli altri nipotini sono ancora un po' piccoli, ma presto saranno pronti anche loro per le stramberie cervellotiche di zio Papito. 
Vi allego la foto wazzappata e, purtroppo, un po' sgranata del quadrato in questione:


UN SOLO PIANETA, UN SOLO POPOLO.

In questo video un esempio di quello che dovrebbe essere il nostro pianeta.
Un solo pianeta, un solo popolo.
Vivere in pace si può, si deve.
 

lunedì 6 maggio 2013

ANDREOTTI

In questi tempi di rivoltante melassa è difficile trovare in giro voci fuori dal coro.
Il clima di volemose bene, rinominato oggi in "pacificazione nazionale", vuole tutti allineati alla fanfara del caimano impunito.
Oggi è morto Andreotti e tutti a stracciarsi i capelli riempendosi la bocca con paroloni che manco fosse stato il Papa buono.
Ma ci ricordiamo chi è stato Andreotti?
Ci ricordiamo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa?
Ci ricordiamo tutti i segreti che si è portato nella tomba?
Tutte le ombre ancora rimaste?
Beh, fatta salva la pietà che si deve ad ogni essere umano deceduto, per me Andreotti non merita altro.
Certamente non mi mancherà.

NB: naturalmente il caimano non ha perso l'occasione per approfittare della morte di Andreotti, sparando a zero sulla Sinistra e sui magistrati....il solito bla bla viscido come il cerone che si piazza sulla faccia quel nano osceno.

venerdì 3 maggio 2013

ELOGIO DEL DILETTANTE

Oppressi da un modello capitalistico che ci impone di inseguire il successo a tutti i costi, straziati dai normali fallimenti che sono invece solida roccia a supporto della ricchezza d'animo di ognuno di noi, ci ritroviamo a scimmiottare il mito del talentuoso in ogni dove, sempre e comunque.
Che sia il prendere in mano una racchetta, una chitarra, una calcolatrice, un volante, una pentola, poco cambia. Dobbiamo sentirci subito professionisti, esperti, pseudo-draghi del campo.
Piegati dagli insuccessi, concentriamo i nostri sforzi in quelle 2-3 cose dove ci sentiamo "bravi", o anche meno. Perché non tolleriamo proprio di sentirci dire "sei un...della domenica"!!!!
Ci mettiamo ai fornelli? Dobbiamo essere Cracco di Bastard Chef.
Ci mettiamo davanti una scacchiera? Kasparov deve temerci.
Ci mettiamo sui pedali? Vogliamo passare professionisti dopo due uscite da 30km
E questo vale per tutto. Per il lavoro, per la famiglia, per ogni stramaledetto hobby!!!!
Cosa capita?
Visto che i Mozart sono rari, così come i Bobby Fischer e gli Albert Einstein, riduciamo le nostre attività al minimo, e come dei panda infelici ci nutriamo solo di una cosa.
Io invece ho svoltato.
Sono un adoratore del dilettantismo ad ogni costo.
Perché il dilettante fa tutto per diletto, piacere, passione.
Il dilettante è un eroe, eticamente pulito, lontano anni luce dall'avido e basso lucrare. Sia che si tratti di interessi economici (sono bravo quindi mi dovete pagare), sia di interessi di gloria (devo essere il primo, l'unico, il più grande).
Perché dare del dilettante a qualcuno deve essere un'offesa?
Il dilettante è libero dagli stress del professionista e dalle paranoie dell'esperto.
Il dilettate pedale col cuore, gioca col cuore, lavora col cuore, vive col cuore.
Il dilettante è felice.
Sempre e comunque.
Il dilettante vive le sue passioni completamente, ascoltando solo se stesso e le proprie voglie più sane.
Per questo aspiro con tutte le forze a divenire un vero dilettante in tutto.
Ma senza esagerare.
Perché anche il cercare a tutti i costi di divenire un dilettante può diventare qualcosa da esperti.
Libero, come un'ape in un prato sterminato di fiori profumati.
Senza stress.
Senza cronometro, record, bilanci e confronti.
Volare senza il peso della paranoia che attanaglia chi, incredibilmente, aspira a volersi sentire il migliore.
Libero e dilettante.



40 SOTTOSEGRETARI, NEL SEGNO DELL'INCIUCIO!

Servivano proprio 40 sottosegretari.
Ora siamo tutti più sereni e tranquilli.
A scorrere i nomi, serve una di quelle pomate contro il Fuoco di Sant'Antonio.
Uno scandalo!
Biancofiore, Miccichè, ma anche Fassina, Catricalà e via di manuale Cencelli.
Altro che inciucio!
Qui siamo all'apoteosi della VERGOGNA.
Chi voterà ancora PD?
Che credibilità potranno avere questi signori, una volta che il Caimano avrà deciso che è il momento di andare alle elezioni?
Come si può tollerare questo schifo?
Un governo fondato sul ricatto (impunità per il Caimano o casca il governo), sulla tutela degli interessi (del Caimano) ed alle spalle del popolo!
Letta dimettiti!
E insieme a te, si dimetta l'intera classe digerente del PD!
ANDATE A CASA!
PRIMA PERO' RESTITUITE I SOLDI CHE AVETE PERCEPITO PER RAPPRESENTARCI.
NON VE LI MERITATE!

giovedì 2 maggio 2013

CUORE DI TERRA

Come ogni anno Papito dà il meglio di sè, zappa alla mano!


(fig.1: "ruzzo" alla grande)


(fig.2: ahiaaaaa....la schiena!!!!!)


(fig.3: caldo insopportabile, ma non mollo)


(fig.4: addio sogni di gloria. Mollo!)

Allo stato attuale l'operazione orto è interrotta.
Dolori inauditi alla schiena e temporali continui consigliano prudenza.
Vi aggiorno.


mercoledì 1 maggio 2013

DA ANTONIO GRAMSCI AD ENRICO LETTA

Per tracciare una retta basteranno pure due punti, ma provateci voi ad unire Antonio Gramsci ed Enrico Letta se ne siete in grado.
Certo, l'accidentato percorso del Partito Comunista è tutt'altro che una retta, ma amo le semplificazioni e tendo a smussare gli angoli ed a rettificare anche gli arzigogoli più impegnativi.
La distanza siderale che separa i due esponenti politici in questione mortificherebbe anche chi potesse coprirla a cavallo di una saetta scagliata dal cielo nero che ci sovrasta anche oggi.
Antonio, un figlio dell'Italia migliore, piegato ma non spezzato dai suoi problemi di salute, mente illuminata a servizio del Popolo e del progresso, perseguito dagli ignobili fascisti per le sue idee di libertà.
Enrico, un figlio del compromesso tutto italico, dell'aiutino, del parente di, del "mi manda zio Gianni", dell'inciucio, del quale Popolo?, della meritocrazia alla meno uno, del subire il ricatto come forma di esaltazione, del Machiavelli, del fine giustifica i mezzi, del come è potuto succedere?
Non c'è bisogno di confrontare il pensiero di Gramsci e quello di Letta per capire che in questi giorni si è consumato lo strappo definitivo con il Popolo  e con il sublime concetto di uguaglianza.
Dopo la semina viene sempre (o quasi) il raccolto, e cosa ci si aspetta di raccogliere se si riempie il Partito di "giovani" democristiani, figli di massoni, ciellini ed ex socialisti di Craxi?
Penso a Gramsci e sono sopraffatto dalla disperazione.
Penso a Berlinguer e alla profondità dei suoi ideali, e non mi capacito della fine che abbiamo fatto.
Letta premier, Renzi quasi certo segretario, una dirigenza di un livello talmente basso da non poterne sostenere la vista.
Il puzzo del compromesso, dell'inciucio, dell'anima svenduta al diavolo, questo è rimasto del sogno di libertà che ci hanno regalato i grandi uomini che hanno fatto l'Italia?
Certo che no.
La colpa di questa fine oscena è nostra. Siamo noi che abbiamo consentito a gente come Veltroni, D'Alema, Rosy Bindi, Matteo Renzi, Enrico Letta, di parlare da Sinistra con l'animo di Destra.
Siamo noi che gli abbiamo permesso di svendere il Partito con dentro i nostri sogni migliori.
E chi mi dice " non c'è più la Destra e la Sinistra" è uno sconsiderato.
E' proprio in momenti come questi che bisogna riscoprire la lotta di classe, la difesa dei deboli, il sogno dell'uguaglianza tra gli uomini, la Bandiera Rossa.
Volendo si può invertire il senso di marcia, si può tornare a percorrere il sentiero nobile tracciato dai nostri padri migliori, ma non si può e non si deve più aspettare.
Basta accontentarci supinamente di questo spettacolo.
Letta, Renzi e compagnia cantando, stringano pure i loro bassi accordi col caimano.
Ma non nel nostro nome.
Oggi più che mai c'è sete di giustizia.
Oggi più che mai occorre uno slancio d'animo, un soccorso rosso.
Qui ed ora.
Ora e sempre Resistenza!
Viva l'Italia migliore.